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26 01 2012

JANUARY 27TH, 2012: OPENING OF MUSEO DELLA STORIA DI BOLOGNA





Palazzo Pepoli in questi ultimi sette anni è stato sottoposto a un lungo e complesso intervento di restauro e di ampliamento che lo hanno trasformato da edificio medievale in Museo globale, con nuovi spazi espositivi e di accoglienza. Dopo un concorso a inviti internazionale indetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nel 2003, Mario Bellini è risultato il vincitore e ha iniziato nel 2004 la trasformazione di questo prestigioso edificio. Scrive l’architetto milanese sulla sua opera: “Il destino dei Palazzi, a volte, è come quello degli uomini. Rischiano di essere dimenticati e di precipitare in un degrado irreversibile. Palazzo Pepoli Vecchio, che rischiava questa sorte, oggi torna invece a mostrarsi e mostrare (la grande storia di Bologna) in modo del tutto nuovo e sorprendente. Un museo della città e per la città allestito – come in tutti i miei lavori di messa in scena – rispettando (e separando) contenitore e contenuto per esaltarne, in complice autonomia, significato e bellezza. Dentro, nel cuore del Palazzo, una torre-ombrello di vetro e acciaio reinventa la corte che così riacquista dignità e funzione. Sembra una lanterna magica inondata dall’alto di bianca luce naturale che via via scende e smaterializza in pura trasparenza. Quasi un’epifania che fa riflettere sullo scorrere del tempo”.

 

In the last seven years Palazzo Pepoli has undergone a long and complex restoration and expansion that transformed the medieval building into a global museum, with new exhibition spaces and services. After an international competition by invitation organized by the Foundation Cassa di Bologna in 2003, Mario Bellini was the winner in 2004 and began the transformation of this prestigious building. The Milanese architect writes of his work: "The fate of the buildings, at times, is like that of men. Likely to be forgotten and disappear into an irreversible degradation. Palazzo Pepoli Vecchio, which was likely to follow this fate, now returns to a show itself (and the great history of Bologna) in a completely new and surprising way. A museum of the city and for the city - as in all my works of staging - respecting (and separating) to enhance container and its contents, an accomplice autonomy, meaning and beauty. Inside, in the heart of the palace, a tower of glass and steel reinvents the court that regains dignity and function. It looks like a magic lantern flooded with natural white light that gradually goes down and dematerialize into pure transparency. Almost an epiphany sobering on the passage of time.

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